I ragazzi di Future Champions, coach Markovski e il ruolo dell’allenatore

I ragazzi di Future Champions, coach Markovski e il ruolo dell’allenatore

Ieri quarta sessione del progetto della Fondazione Dinamo insieme al tecnico biancoblu Zare Markovski

Quarta sessione per i ragazzi coinvolti nel progetto targato Fondazione Dinamo “Future Champions”: ieri mattina, negli spazi del Centro Diurno del Centro di Giustizia Minorile di Sassari, si è lavorato sul ruolo dell’allenatore. Come ormai di consueto i ragazzi hanno iniziato la sessione sul campo, sotto la guida di coach Giorgio Gerosa: per riscaldarsi al via un giro di “Hunter”, una sorta di acchiapparello moderno con la palla a spicchi a salvare i malcapitati. Un gioco dall’estrema semplicità che racchiude i concetti di collaborazione e gioco di squadra. Poi i ragazzi si sono divisi in due squadre sfidandosi su esercizi di terzo tempo e slalom con la gara a chi arrivava prima a cinque canestri, poi a dieci.

Dopo l’attività fisica e approfittando della calda giornata primaverile si è chiacchierato all’aperto, sulle gradinate del campo del Centro Diurno, sul tema dell’incontro – il ruolo dell’allenatore- insieme a coach Zare Markovski. Per aprire la discussione una citazione di Tom Landry: “Un allenatore è qualcuno che ti dice quello che non vuoi sentire, ti fa vedere ciò che non vuoi vedere, in modo che tu possa essere quello che hai sempre saputo di poter diventare”. Il tecnico macedone è partito proprio da questa celebre frase per raccontare il suo ruolo: “Sicuramente c’è molta verità in queste parole, il compito di un allenatore è quello di vigilare sui propri atleti facendogli notare i propri limiti o difetti, puntando però a spingerli al massimo e ispirarli a dare il meglio. Io mi ritengo un allenatore di poche parole, ho iniziato ad allenare come professionista nel 1984 e da allora ho sicuramente visto tanti giocatori di tante età diverse. Ci sono risultati che solo il sacrificio e la grande determinazione possono essere raggiunti, è necessario dare qualcosa in più se si vogliono raggiungere grandi obiettivi. Serve una grande motivazione ed è compito del coach tirarla fuori”. I ragazzi hanno subito posto le loro curiosità, interrogando il coach sulle impressioni sulla squadra dopo il suo arrivo due settimane fa, le differenze tra allenare i giovani e le squadre della massima serie, e ancora quali siano le peculiarità di allenare una nazionale, come nel suo caso alla guida della Romania. A focalizzare il tema dell’incontro un passo del film “L’attimo fuggente”, pietra miliare cinematografica con Robin Williams: “È proprio quando credete di sapere qualcosa, che dovete guardarla da un’altra prospettiva, anche se può sembrarvi sciocco o assurdo. Ecco, quando leggete per esempio, non considerate soltanto l’autore, considerate quello che voi pensate. Figlioli, dovete combattere per trovare la vostra voce. Più tardi cominciate a farlo, più grosso è il rischio di non trovarla affatto. Thoreau dice che molti uomini hanno vita di quieta disperazione.
Non vi rassegnate a questo! Ribellatevi! Non affogatevi nella pigrizia mentale. Guardatevi intorno! Osate cambiare. Cercate nuove strade”. “Non pensate alla figura dell’allenatore come confinata all’ambito sportivo _ha ammonito coach Markovski_ se ci pensate bene i vostri professori sono degli allenatori: anche loro ogni giorno vi ispirano a dare il massimo, provando a farvi superare i limiti che vi siete imposti. Fate attenzione e ricordatevi che tutto ciò che fate oggi vi aiuterà a diventare gli adulti di domani, sia che voi decidiate d diventare sportivi, di andare all’università o qualsiasi strada vogliate intraprendere”.

Sassari, 18 aprile 2018

Ufficio Stampa

Dinamo Banco di Sardegna