“Una visita che si è trasformata in una incredibile lezione di storia”

“Una visita che si è trasformata in una incredibile lezione di storia”

William Hatcher racconta la visita alla sede generale del Banco di Sardegna in occasione della giornata “Invito a palazzo”

Una visita emozionante, carica di interesse e sorprese: sabato mattina il giocatore William Hatcher ha visitato la sede del Banco di Sardegna, main sponsor biancoblu, in occasione dell’iniziativa promossa dall’Abi Invito a Palazzo.

Un tour all’interno dell’edificio di piazzetta Banco di Sardegna con una guida d’eccezione: il direttore generale del Banco Giuseppe Cuccurese.

“Prima di tutto la visita è stato meravigliosa: francamente quando mi hanno parlato della possibilità di andare a visitare la sede del nostro main sponsor non sapevo cosa aspettarmi, credevo si trattasse di un semplice evento _racconta William_. Con grande sorpresa invece mi sono ritrovato a vivere un’esperienza incredibile: non avrei mai immaginato quanta storia potesse contenere un Palazzo come la sede del Banco di Sardegna.”

Quello tra Dinamo e Banco di Sardegna è un binomio ormai consolidato come testimoniano gli oltre 25 anni di matrimonio: “Appena arrivato ho visitato la stanza dove sono conservate le maglie della Dinamo del passato autografate dai giocatori del tempo. Sono rimasto molto colpito, alcune sono di vent’anni fa” spiega Hatcher.

L’esperienza del play biancoblu si è arricchita di una guida d’eccezione, quella del DG del Banco di Sardegna, che ha reso la visita ancora più piacevole: “Ho avuto il piacere di avere Mr Cuccurese come guida e mi ha spiegato tutto in un inglese fluente che mi ha permesso di capire perfettamente. Ho visto moltissimi dipinti di artisti italiani, alcuni sardi: qualcuno era relativamente recente ma c’erano anche opere di oltre 100 anni fa. Mi ha colpito molto, erano incredibili. Sono rimasto molto stupito di quanto alcuni di questi dipinti fossero dettagliati”.

L'edificio ospita infatti opere dei più importanti artisti sardi del '900, fra cui Biasi, Tavolara, Ciusa Romagna, Corriga e Dessy. Autentica preziosità, nelle stanze del secondo piano, la collezione Mario Sironi, senza dubbio uno dei più grandi maestri italiani del XX secolo e sensibile interprete delle avanguardie del primo Novecento: nella collezione del Banco di Sardegna 42 opere. A disposizione dei visitatori c’è anche la rara raccolta delle opere di soggetto sardo del pittore argentino Héctor Nava, testimonianza dei suoi ripetuti soggiorni nell'Isola tra il 1920 e il 1923

“Ma la parte della visita che mi ha colpito di più è stata quando siamo andati nei sotterranei: mi è sembrato di fare un salto indietro nel passato _prosegue William_. C’è una stanza dove vengono conservati i registri di secoli fa: da questi libri è possibile risalire alle operazioni fatte nel 1800. Incredibile! Sono conservati sotto delle teche di vetro che hanno permesso di preservarli e che il tempo non li rovinasse, è possibile consultarli anche sul display. Sono documenti scritti a mano con una grafia di altri tempi, mi ha colpito moltissimo”.

Si tratta delle affascinanti collezioni storiche conservate nella sede: le carte geografiche della Sardegna dal 1550 fino alla metà dell'Ottocento, e le numerose monete antiche, dal rarissimo "grosso tornese" del 1829 alla "lira sarda" di età sabauda, da quest'anno presentate in due nuove teche che permettono al pubblico di ammirarle nei dettagli. La sala Siglienti ospita l'archivio storico del Banco di Sardegna: registri, verbali, corrispondenza provenienti dai tanti monti granatici della Sardegna e riuniti in una nuova esposizione, insieme a manufatti d'epoca come una macchina da scrivere Littoria e un'antica timbratrice per assegni.

 

“Mi è piaciuta la collezione di francobolli e quella di vecchie monete. Mia madre è una collezionista di monete e sono sicuro che le sarebbe piaciuto vedere la collezione conservata nella sede del Banco. Mi hanno mostrato una moneta antichissima della quale restano solo tre esemplari nel mondo: una si trova in America, una a Londra e una a Sassari. Infine ho visto un’antica macchina che veniva usata per macinare il grano a mano che è stata restaurata: un vero pezzo di storia”.

“Alla fine della visita ero felicissimo di aver avuto il privilegio di vivere questo evento: una semplice visita si è trasformata in una incredibile lezione di storia” conclude Hatcher.

 

Sassari, 13 ottobre 2017

Ufficio Stampa

Dinamo Banco di Sardegna