Dinamo Island 2018: agosto con Marco Spissu

Dinamo Island 2018: agosto con Marco Spissu

In vendita nei Dinamo Store il calendario Dinamo Island 2018: un viaggio speciale in una Sardegna di tradizioni e mestieri

Prosegue il viaggio alla scoperta, scatto dopo scatto, del calendario ufficiale Dinamo Island 2018, in vendita in tutti i Dinamo Store dell’isola e sull’e-commerce biancoblu. 13 foto per accompagnare tifosi e appassionati nel nuovo anno, raccontando attraverso l’obiettivo del fotografo Nanni Angeli una Sardegna nuova, la cui identità si declina attraverso gli antichi mestieri tramandati di generazione in generazione.

Sonus de canna (le launeddas) guest star Marco Spissu. Esistono in Sardegna eccellenze e unicità riconosciute in tutto il mondo: tra queste possiamo annoverare le launeddas (sonus de canna), strumento a fiato esistente fin dai tempi antichissimi in grado di produrre polifonia grazie all’unione di tre diverse canne. Nel sud dell’isola, ad Assemini, Antonello Ghiani porta avanti l’arte antichissima della costruzione di questi strumenti musicali: a casa sua, adiacente al suo laboratorio, ha creato un museo di strumenti provenienti da tutto il mondo e accoglie con grande piacere visitatori e turisti tutto l’anno. L’arduo e oneroso compito di affiancarlo nella costruzione delle launeddas non poteva che spettare a Marco Spissu, sassarese doc classe 1995.

“Nelle mie esperienze fuori dall’isola ho sempre reputato un valore aggiunto l’essere sardo. È vero quello che si dice che noi sardi abbiamo una connessione speciale con la nostra isola e che questo legame è indissolubile, a qualsiasi distanza la vita ci porti _ racconta Marco_. È stato un privilegio affiancare Antonello nel suo lavoro, vivere sebbene per poco un assaggio di questa arte antichissima”.

A raccontare lo scatto è il fotografo Nanni Angeli: “Forse è un mestiere poco diffuso, di sicuro però è un sapere artigiano di antichissima tradizione. Il costruttore di Launeddas non si improvvisa, cresce e diventa tale dopo lunghi periodi di "bottega". Non credo potrebbe essere altrimenti per la costruzione di questo strumento antichissimo, la cui esistenza è datata intorno a duemilaseicento anni fa (documentata dall'esistenza di un bronzetto raffigurante un suonatore con tre canne). Per questo ruolo abbiamo scelto Marco Spissu, giovane e sardo. Le launeddas infatti rappresentano una musica ancestrale, che con melodia scandiscono il ritmo di importantissimi momenti sacri e profani del popolo isolano. Ci vuole fiato, perizia, memoria e conoscenza per costruirle e suonarle, un po' come per fare il play-maker. Suoniamo un campanello ad Assemini, ci apre Antonello, al primo piano di casa sua ha due stanze: una molto grande adibita a museo di strumenti musicali tradizionali e artigianali di tutto il mondo e una seconda adibita a laboratorio, che ospiterà il nostro set. Antonello ha appreso l'arte della costruzione di questo antico strumento dal grandissimo maestro Dionigi Burranca. La stanza stipata di canne appoggiate al muro, vari strumenti in via di ultimazione ed alcuni finiti. Mentre Marco si fa spiegare gesti e movimenti, cerco la migliore posizione in questa stanza, molto più piccola di come la immaginavo. Una finestra e tre punti luce mi aiutano illuminando la "scena" in maniera interessante. Spissu si impegna nell'affinare nuove canne, ma l'azione più riuscita è decisamente la finitura dell'ancia di una "mancosedda". Sotto lo sguardo divertito del maestro, l'apprendista Spissu sposta la cera e inserisce l'ancia nella canna, per passarla in prova ad Antonello che ne saggerà la bontà. Fatta la "mancosedda", fatta la foto. Rimane troppo poco tempo per un giro nel museo, costruito con grande passione, ancora una volta siamo stati ospiti in uno dei piccoli scrigni di quest'isola unica”.

La realizzazione dello scatto è stata possibile grazie alla disponibilità di Antonello Ghiani.

Sassari, 27 dicembre 2017

Ufficio Stampa

Dinamo Banco di Sardegna