La convivenza nel rispetto delle regole al centro del settimo incontro di “One1Team..for my life!”

La convivenza nel rispetto delle regole al centro del settimo incontro di “One1Team..for my life!”

Continua il progetto promosso da Eurolega e sposato con entusiasmo da Dinamo e Fondazione: il settimo incontro ha trattato la difficile tematica della convivenza civile nel rispetto delle regole.

Ieri sera, nei locali della Club House societaria di via Pietro Nenni, si è tenuto il settimo incontro del progetto “One1Team...for my life!”, promosso da Eurolega e sposato da Dinamo e Fondazione Dinamo. Al centro della sessione l'educazione civica e il rispetto delle regole: in cattedra il Presidente del Tribunale per i Minorenni Dott. Antonio Minisola, che nel precedente incontro aveva dato ad ognuno dei ragazzi un articolo della Costituzione italiana, invitandoli a fare delle riflessioni su quello che gli era stato assegnato. Presenti i One Team Ambassadors Meo Sacchetti, Jack Devecchi e Jeff Brooks e i One Team coach Paolo Citrini e Massimo Bisin insieme al presidente della Dinamo Stefano Sardara, il presidente della Fondazione Dinamo Carlo Sardara, la preside dell'Istituto Comprensivo di San Donato Dott.ssa Patrizia Mercuri ed i giocatori Brian Sacchetti, Shane Lawal e Cheikh Mbodj.

Il Dott. Minisola è partito proprio dalle risposte che i ragazzi dell'Istituto Comprensivo di San Donato hanno dato sull'articolo per rompere il ghiaccio e trattare una tematica difficile come quello della criminalità nel mondo minorile. “Spesso sulla carta ci sembra facile riconoscere il giusto dallo sbagliato, attenendoci al semplice buon senso: in realtà nel corso della giornata tendiamo a dimenticare alcune semplici regole e delle volte queste dimenticanze possono avere conseguenze terribili. I ragazzi sopra i 14 anni hanno una serie di diritti e doveri da rispettare e delle volte capita che si commettano errori tali da dover richiedere l'intervento degli organi di giustizia. Nella mia esperienza al Tribunale per i Minorenni mi è capitato di vedere tante casistiche diverse, di entità e gravità differenti, e credo sia importante educare le nuove generazioni al rispetto delle regole di convivenza, ponendo l'accento su alcuni errori che si possono commettere per leggerezza e che possono compromettere il proprio futuro. La cosa che mi ha sorpreso di più è che la maggior parte delle volte i ragazzi non sono consapevoli di ciò che hanno fatto”. Al giorno d'oggi sono gli strumenti di comunicazione i maggiori indiziati: con l'avvento dei social network, centrali nelle relazioni interpersonali soprattutto in adolescenza, spesso la violenza passa attraverso questi mezzi. “Quando usate i social siete  convinti che si tratti di comunicazioni private: in realtà siete in contatto con tutto il mondo e se attraverso questo passano minacce o diffamazioni si può essere processati o condannati. Spesso sono uno strumento attraverso il quale passano azioni di bullismo, che possono avere conseguenze terribili per chi è oggetto di questa forma di discriminazione”. Spesso è il branco ad essere pericoloso: cattive amicizie e influenze possono portare sulla strada sbagliata, e ci si ritrova coinvolti inconsapevolmente in grandi errori che possono compromettere le vite.

L'esempio arriva da uno dei giganti biancoblu, Shane Lawal che ha raccontato una pagina della sua adolescenza: “Quando studiavo all'università rientravo ogni week end a Detroit per stare con i miei amici. Loro bevevano e fumavano ed alcuni di loro avevano anche delle pistole: io ero un bravo ragazzo, non facevo niente di tutto ciò ma mi piaceva stare con loro e far festa. Un week end, non so per quale ragione, sono rimasto al campus invece che tornare a casa: la domenica mattina ho ricevuto una telefonata in cui mi comunicavano che tutti i miei amici erano stati arrestati dalla polizia per possesso illegale di armi. Il fatto di non essere rientrato a casa ha salvato la mia carriera: ho imparato che non basta essere semplicemente una persona buona, devi anche saper fare le scelte giuste perché possono salvarti la vita”. Gli fa eco Jeff Brooks, che centra in pieno il senso dell'incontro e dell'educazione al rispetto delle regole: “Io non sono mai stato un bambino bravo ma ho sempre imparato dai miei errori, perché quando sei piccolo la cosa migliore che puoi fare per crescere e diventare grande è sbagliare ma capire dove hai sbagliato. Quando sei adulto vieni semplicemente punito per le tue azioni, non sempre hai seconde possibilità. E' importante che qualcuno provi a insegnarvi a distinguere le scelte giuste da quelle sbagliate: ci sono persone che puntano su di voi, che vi vogliono aiutare a realizzarvi e dovete essere grati per questa possibilità che non tutti hanno”.

Conclude l'incontro la preside dell'Istituto Comprensivo di San Donato la Dott.ssa Patrizia Mercuri: “La nostra scuola ha in linea di massima bravi ragazzi, magari con poca voglia di studiare, ma in linea di massima rispettosi e attenti alla convivenza. Uno dei problemi che  si riscontra sempre più spesso -non solo nel mondo della scuola- è incontrare famiglie che tendono a giustificare gli errori dei propri figli e minimizzare. Noi crediamo nei nostri ragazzi e insegniamo loro a vivere con consapevolezza i propri diritti e assolvere i doveri che hanno dei confronti della comunità per aiutarli a diventare adulti corretti e rispettosi”.

A fine incontro i ragazzi di San Donato hanno festeggiato le imminenti feste scambiandosi gli auguri di buon natale con i giganti biancoblu, in un clima di giocosa serenità, con la consapevolezza che “One Team” li sta conducendo in un percorso di crescita, acquisendo sempre maggiore sicurezza nei propri mezzi.

 

 

Sassari, 23 dicembre 2014

Ufficio Stampa

Dinamo Banco di Sardegna