Storie biancoblu: Quelli dell’allenamento

Storie biancoblu: Quelli dell’allenamento

Gavino Contini ci racconta un modo diverso di seguire la Dinamo: assistere agli allenamenti ogni giorno

C’è un modo di vivere la Dinamo ignoto ai più: quello di assistere agli allenamenti.

Siamo circa una ventina e ogni sera, immancabilmente, ci ritroviamo al palazzetto per seguire la squadra. Anzi l’allenamento non inizia se non arriviamo noi. Beh forse esagero un po’ ma è indubbio che ai giocatori la nostra presenza faccia piacere. 

Siamo un gruppo eterogeneo per età e per sesso ma con la comune passione di parlare di basket e soprattutto di cazzeggiare col basket.

A volte, come una scolaresca, siamo un po’ indisciplinati e gli assistant, con molto garbo, ci invita a fare silenzio.

E naturalmente, come in una scolaresca che si rispetti, c’è quello più preparato, quello che non ha fatto i compiti a casa e quello che copia. Perché per poter intervenire devi conoscere le statistiche di ogni partita e le caratteristiche degli avversari, altrimenti ti becchi una nota.

Io e Roberto, mio inseparabile compagno di ‘Banco’, abbiamo un curriculum di tutto rispetto per quanto riguarda le presenze. Il nostro fiore all’occhiello sono diversi Natali, Capodanni e altre feste comandate.

In particolare ricordo un allenamento tenutosi il giorno di Natale di alcuni anni fa.  Io e Roberto eravamo gli unici spettatori seduti nel settore D. Entrò Meo, ci vide e scuotendo la testa, disse < voi non siete sani >. Lo prendemmo come un complimento.

Gli episodi divertenti, in tutti questi anni, sono stati molti in particolare quando c’erano i cugini Diener.

Travis non ci stava a perdere neanche in allenamento e tutti noi ricordiamo bene le sue arrabbiature quando Diliegro vanificava, con giocate non all’altezza, i suoi splendidi assist. E allora assistevamo alla magia delle bottigliette d’acqua che volavano per il campo.

Ma era soprattutto alla fine degli allenamenti che accadevano le cose più simpatiche.

Come per esempio la rituale gara di tiri da centrocampo, con in palio le immancabili birrette, in cui prevaleva quasi sempre Brian, o la terribile sfida tra Travis e Caleb.

Il gioco prevedeva che si posizionassero uno a centro campo e l’altro sulla linea di fondo. Poi a turno lanciavano la palla nel tentativo di colpire l’avversario con l’obbligo, per quest’ultimo, di stare assolutamente immobile.

Ora accadeva che quando Travis lanciava la palla, Caleb, ligio alle regole, non si spostava e veniva regolarmente colpito; mentre quando era Caleb a tirare, Travis, se si rendeva conto di poter essere colpito, si spostava. Caleb non protestò mai.

Uno degli episodi che ricordo più volentieri riguarda Drake.

Drake era solito, a fine allenamento, trattenersi ancora un po’ per tirare da tre. Quel giorno era particolarmente ispirato e iniziammo a contare i centri. Quando arrivò a sedici triple di fila ci lanciammo tra di noi un’occhiata complice e aspettammo l’errore.

Arrivò al diciottesimo tiro e noi lo accogliemmo con un mormorio di disappunto. Lui raccolse la palla, si fermò e fece un gesto come a dire “ma siete impazziti, cosa cavolo volete”. Poi scoppio a ridere e noi con lui.

Vorrei terminare questi ricordi citando il giocatore più serio e quello più malandrino.

Il più serio, non v’è dubbio, fu Bootsy Thornton. Alla fine di un allenamento disputatosi il giorno di Capodanno, mentre gli altri compagni stappavano bottiglie di spumante e mangiavano panettone, lui continuava imperterrito ad allenarsi ai tiri liberi.

Se non ci sono dubbi sul giocatore più serio pochi ne restano su quello più malandrino.

Il titolo va sicuramente a Edgar Sosa.

Il ragazzo non sempre rispettava le direttive dell’allenatore ma lo faceva alla sua maniera. Non diceva mai di non voler fare una cosa ma solo di volerla fare più tardi. Nacque così la famosa frase ‘apetta, apetta’, ormai inserita nel dizionario della lingua italiana. 

Concludendo penso che ogni tifoso dovrebbe vivere l’esperienza di vedere qualche allenamento. Scoprirebbe quanta, professionalità, meticolosità e fatica occorrono per preparare una partita di basket.

 

Gavino Contini (Orgoglio Biancoblu)

 

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Sassari, 26 marzo 2020

Ufficio Comunicazione

Dinamo Banco di Sardegna