LA COPERTINA | DINAMO, LA TEORIA DI NOLL

LA COPERTINA | DINAMO, LA TEORIA DI NOLL

10/09/2020 | 00:05:26

Non c’è una scienza esatta per capire il basket o per dare più o meno peso ad un risultato anche se in un contesto ufficiale. C’è invece una scienza che non è matematica, non è certa, ma che si avvicina molto alla reale consistenza della parola verità. È la scienza delle sensazioni, dei sentimenti, dell’istinto, degli sguardi, dei dettagli che messi tutti insieme formano un solido punto di partenza che si riconduce sempre al medesimo dogma di Casa Dinamo, ovvero la competitività. È solo la terza partita ufficiale, abbiamo visto mezzo Banco falcidiato dalle assenze, abbiamo visto assetti che potrebbero essere stravolti, abbiamo visto errori e momenti difficili come sempre capiteranno. Ma la cosa più bella che abbiamo visto è una squadra, un gruppo già formato, ragazzi che si buttano per terra, ragazzi che vogliono vincere in 7 con una panchina traboccante di entusiasmo a sostenere i compagni, abbiamo visto quello che il Poz ha chiamato sentimento. C’erano mille attenuanti per lasciar perdere una partita con tanti rischi e tanta stanchezza, niente la Dinamo ha tirato fuori tutto fino all’ultimo secondo e ha già dato un segnale forte a sé stessa e agli altri, possiamo essere più deboli, possiamo essere corti, possiamo dover competere con delle corazzate, ma combattiamo, parola chiave per qualsiasi tifoso di qualsiasi sport di squadra. Capisci che sono state scelte delle personalità, dei giocatori che si adattano, che lottano, che sanno gestirsi e sanno giocare con grande qualità. L’asse croato Bilan – Kruslin ha tutto, dal talento smisurato di Miro alla capacità di fare cose importanti in momenti importanti di Filip, perfetto collante della dinastia europea del Banco. Pusica ha l’istinto del killer, mentre Burnell è un trattore pazzesco dentro il campo, con un’energia e un impatto che in pochi hanno. Se poi guardi il tuo playmaker e dietro la maglia leggi il nome Spissu, beh allora sei in buone mani, coadiuvato da un altro pretoriano di ferro, Gentile, che ha firmato fino al 2023, che vuole fare il salto definitivo nella sua carriera e che è un altro che non si tira mai indietro se c’è dare l’anima. Mancherebbe Bendzius, che in pochi in questo momento apprezzano, ma che è il giocatore con più ruggine da lockdown, che è il giocatore che deve ancora capire perfettamente il sistema Dinamo, ma è forte, veramente forte, è intelligente, ha carattere, ha cuore nonostante lo sguardo di ghiaccio, fa sempre cose importanti anche in situazioni di giornata storta, la bomba nel momento giusto, la difesa, il tocco, il rimbalzo, state tranquilli che Benji è ancora più forte del portiere dei cartoni e lo dimostrerà. Nessuna stella tanti protagonisti, nessuna prima donna, tanti uomini, nessuna gelosia, nessuna invidia, nessun tirarsi indietro, parole sconosciute in questo gruppo, che spera di mettere presto in campo il funambolico ricciolone di Detroit, che aggiungerà un’altra componente, la forza di resistere, reagire ed essere ancora più forti.
Chuck Noll ex allenatore dei Pittsburgh Steelers, specializzato in matematica, credeva che tutto fosse uguale alla somma delle parti, quando ha iniziato a lavorare con una squadra, ha capito che la somma era data da come queste parti stavano insieme.
Ecco comunque andrà questa stagione, il numero di quella somma finale che sta costruendo la Dinamo può essere davvero alto.

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