LA DINAMO FENICE

LA DINAMO FENICE

21/05/2021 | 00:05:18

Sembra quasi impossibile riuscire a mettersi a provare delle emozioni forti il giorno dopo una simile batosta al cuore. Sembra quasi impossibile essere in grado di metabolizzare un’eliminazione che non meritavamo, il corridoio umano davanti al palazzetto, l’orgoglio di aver riportato in parità la serie, la capacità di tornare a guardare gli occhi di un popolo che sogna grazie alla Dinamo, l’essere lì a pochi centimetri dall’urlare a squarciagola la gioia di un’epica remuntada. Il Covid 19 ha messo in ginocchio la nostra vita, la nostra anima, la nostra possibilità di abbracciarci e di tifare per la nostra terra, ha messo a dura prova i nostri sentimenti. Ecco perché nel giorno più terribile dal punto di vista sportivo con l’incredibile rimonta di Venezia, dopo che avevamo letteralmente giocato una partita pazzesca, dobbiamo avere la forza e la consapevolezza di aver raggiunto un grande traguardo, quello di essere rimasti in piedi, di aver fatto una stagione del genere in un contesto apocalittico. Troppo facile nello sport guardare indietro, recriminare, rimpiangere, riguardare episodi, dettagli, rimbalzi o canestri di una partita che era già scritta. È successo di tutto, ma la nostra e la vostra forza deve essere quella di guardare al di là del risultato, che fa male da morire, deve essere quella di capire che quello che abbiamo costruito tutti insieme è un patrimonio difficilmente eguagliabile. Il popolo sardo non se ne è mai andato, è rimasto lì in silenzio aspettando il momento di testimoniare quanto sia grande l’amore per questa squadra, tutti noi ci siamo immedesimati fuori dal palazzetto a spingere i ragazzi verso il nostro sogno, tutti abbiamo capito quanto ci tenessimo a dare il nostro piccolo contributo. Lo sport ti sbatte in faccia la crudeltà di una sconfitta amarissima come nel 2019, quasi come ci fosse una maledizione sul Taliercio, un sacrilegio e un presentimento che qualcosa debba sempre succedere. Merito e onore alla Reyer, loro sono andati in semifinale, loro sfideranno Milano, noi però abbiamo vinto. Abbiamo capito quanto amiamo la nostra squadra, i nostri colori, abbiamo dimostrato all’Italia l’identità di un popolo che è straordinario anche quando perde. Lo abbiamo fatto nel 2019 e lo abbiamo fatto anche oggi con quei ragazzi che si sono letteralmente ammazzati per riuscire a girare il confronto, che hanno reagito con tutto quello che avevano dopo aver digerito le prime due incredibili sconfitti. Questi 10 anni di serie A sono stati qualcosa di straordinario, scorrere il libro dei ricordi è qualcosa che mette i brividi ogni secondo che apri una pagina della storia, qualsiasi essa sia. Come l’Araba Fenice, la Dinamo sarà in grado ancora una volta di risorgere più forte di prima, di raggiungere grandi traguardi e di farlo con il suo meraviglioso pubblico. Abbiamo un grande privilegio, quello di poterlo vivere, di poterlo raccontare, di poter farne parte, nella più grande amarezza di una sconfitta bruciante nell’anno dei contagi e della paura, avremo la certezza di aver ottenuto una grande vittoria. Tutti hanno parlato di episodi, tiri mancati, falli, arbitri, time out, singoli giocatori, società o allenatore, non è possibile, non ci credo, come si fa. E’ il basket, non siamo noi e basta, esistono questi momenti per crescere, ma soprattutto oggi il giorno dopo la fine di questa stagione, non scriviamo nessun nome, non puntiamo il dito contro nessuno, non idolatriamo nessuno, non si sono correnti o carri, c’è la Dinamo Fenice, che ancora una volta spinta dal proprio popolo avrà la forza di risorgere dalle proprie ceneri.

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