L'EDITORIALE | DINAMO, L'OCCASIONE PERSA

L'EDITORIALE | DINAMO, L'OCCASIONE PERSA

20/09/2021 | 00:04:20

A volte è difficile capire il senso di una partita, ci sono troppe variabili all’interno che ne possono determinare il risultato. La posta in palio, le squadre in piena costruzione, l’abitudine a giocare un certo tipo di competizioni, la bravura degli avversari nel mettere a nudo i tuoi limiti momentanei. La Dinamo esce dalla Supercoppa perdendo un’occasione, esce sconfitta con Brindisi forse più per demerito proprio che per merito degli avversari, perfetti nel loro piano partita di togliere Mekowulu dal match attaccandolo con Perkins e di inceppare l’attacco sassarese con i cambi sistematici. All’interno del match ci sono delle fiammate del Banco con dei paradossi, quello di segnare 18 punti in 18 minuti e poi di segnarne 19 nei primi 5 minuti del terzo quarto, i migliori della Dinamo che sorpassa Brindisi con un parziale di 15-3. Lì in quel momento la squadra di Cavina ha controllo e inerzia ma come spesso succede nel basket basta un episodio per rigirare tutto. Il 3° e 4° fallo in rapida successione di Mekowulu sono una mannaia pesantissima, Vitucci toglie un disastroso Josh Perkins e sfrutta il quintetto operaio con Zanelli, Chappell e Redivo, determinanti come Gaspardo, mette Adrian anche da 5 e ritoglie punti di riferimento in attacco a Sassari che batte in testa e fatica a tenere il passo. L’Happy Casa disegna il break che poi la Dinamo non riuscirà più a ricucire, nonostante i tentativi tattici di pressare a tutto campo, di usare la zona con Bendzius da 5 e di sfruttare un gioco da 4 punti di Logan. Troppo poco purtroppo per strappare il pass della semifinale contro Milano, troppo poco per vincere confronti come questi contro una squadra forse ad oggi più abituata e smaliziata. La continuità e l’energia devono esserci per 40’, gli sprazzi da fuoriclasse di Logan, le fiammate di Clemmons dopo l’intervallo, la striscia di Bendzius e lo spirito da battaglia di Burnell sono quello che offre il convento in casa Sassari, troppi giocatori sotto il par e un atteggiamento troppo passivo rispetto al bellissimo spirito aggressivo visto con Varese. Il potenziale c’è, il lavoro anche, la voglia di fare bene e questo tipo di partite permetteranno alla Dinamo di capire quanto sia difficile il campionato italiano o i confronti diretti al di là dei teatrini delle partite “false” di questa di Supercoppa. La prima in casa con Pesaro con il proprio pubblico dà subito la chance di partire con il piede giusto

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