Lo spirito non si compra

Lo spirito non si compra

La prima partita vera della stagione, il rientro di Robinson e Jones dopo tutta la preseason, un avversario di altissimo livello. La Dinamo ha compiuto uno step importante di crescita, lo ha fatto in un match duro, spigoloso, da playoff, in un finale punto a punto bellissimo. Sono normali gli errori, la mancanza di ritmo, qualche spreco di lucidità, ma lo spirito, quello di Sassari, quello che ha sempre reso orgogliosi i tifosi, è stato decisivo. Decisivo nel recuperare per ben tre volte i break di Tortona, decisivo nelle difese di squadra degli ultimi minuti, decisivo per essere stato sempre dentro la partita. Lo spirito paga, non si compra, quello ce l’hai o non ce l’hai, lo costruisci in palestra con l’atteggiamento con il gruppo con la consapevolezza e la mentalità, con il feeling reciproco. Il Banco poteva anche perdere, Tortona non avrebbe rubato niente, Christon ha giocato un match pazzesco, ma quando hai cuore, personalità e soprattutto mentalità, spesso vieni premiato. L’emblema porta il nome di Stefano Gentile, guarda caso da guardia, alla sua miglior partita in stagione, determinante in tutte le fasi calde, maturo, coinvolto. Bendzius è stato straordinario protagonista con la sua furbizia nel prendere falli, con le due triple che hanno regalato la finale, ma la vittoria è stata veramente di squadra. Robinson ha stretto i denti e giocato vero producendo dividendi, Dowe è stato preziosissimo, la sua schiacciata in un momento chiave e la sua difesa e il sacrificio dell’ultimo quarto sono segnali della sua importanza. Kruslin ha giocato una partita solida, di livello, sprazzi di Diop e Gandini, in ritardo Jones ma è normale, giocatore versatile di grande potenziale ma fermo da oltre tre settimane e senza partite vere con i compagni. Onuaku è un probabile spartiacque della stagione, dentro il match è devastante, passa benissimo la palla, ha fisico, intimidazione come nell’ultima azione, dal suo salto mentale dipende anche un ulteriore salto della Dinamo, sempre più a immagine e somiglianza del proprio coach, che trasmette mentalità, attributi e gerarchie precise. Dopo ogni time out la squadra è sempre uscita con parziali positivi e decisivi, ribaltando l’inerzia e ritornando in partita, questi sono segni chiari di legame e unione con il gruppo, che anche quando fa fatica, dà sempre la sensazione di esserci. Finale, Varese tostissima, Malaga da impresa, il calendario di Sassari è terribile ma questa squadra, comunque vada, non delude mai.