Final Eight 2020: le sfidanti

Final Eight 2020: le sfidanti

Otto per partecipare, una per vincere: Parterre de roi, la Virtus ha il record di titoli, Cremona la detentrice del trofeo, prima volta in assoluto a Pesaro

Questa sera si alzerà il sipario della Final Eight di Coppa Italia 2020 in programma quest’anno a Pesaro. In attesa della sfida dei quarti di finale tra Milano e Cremona, in programma alle 18, che aprirà le danze ecco la presentazione delle otto partecipanti alla corsa al primo trofeo dell’anno.

Virtus Bologna. Al momento è indubbiamente l’accreditata numero uno per la vittoria, anche se le Final Four di Coppa Intercontinentale a Tenerife, in cui è stata sconfitta in finale dai padroni di casa, potrebbero averle tolto un po’ di energie dal punto di vista mentale. Milos Teodosic è il giocatore principe per questo tipo di manifestazioni (15.3 pts 5.2 assist nelle ultime cinque sfide), mentre Stefan Markovic è una garanzia assoluta. Sta disputando un grande campionato anche Julian Gamble, vero asso di bastoni in difesa, mentre Giampaolo Ricci e Filippo Baldi Rossi stanno aprendo il campo con il loro tiro da tre punti, la loro intelligenza e duttilità tattica. L’innesto di Devyn Marble ha dato ancora più fisicità e possibilità di scegliere a coach Djordjevic, anche se c’è da recuperare Frank Gaines rimasto ai margini delle rotazioni con solo 13.3 minuti nell’ultimo scorcio. Kyle Weems è il giocatore che può sparigliare le carte grazie alla sua doppia dimensione, Alessandro Pajola e David Cournooh sono due soldati in battaglia, mentre Vince Hunter garantisce atletismo. La Virtus Bologna, al ritorno in Final Eight dopo dieci anni, è quella che in 43 edizioni ha vinto il maggior numero di coppe, 8 al pari di Treviso, anche se ha perso 4 finali di fila dal 2007 al 2010. In campionato è da record con 18 vinte e 2 perse, mentre in Eurocup si giocherà la qualificazione ai primi di marzo a Istanbul contro il Darussafaka

Dinamo Sassari. La squadra di coach Gianmarco Pozzecco arriva come seconda testa di serie del campionato, posizione che mantiene nonostante le due ultime sconfitte con Trento e Trieste. La Dinamo ha sempre avuto molto feeling con le Final Eight che ha vinto al Forum di Milano nel 2014 da completa underdog eliminando l’Olimpia nei quarti poi contro Siena in finale, interrompendo una striscia di 5 anni e 17 partite consecutive della Mens Sana poi due revocati, al back to back dell’anno successivo a Desio contro l’Armani Jeans di Luca Banchi, mettendo a segno una storica doppietta. Le è mancato il tris a Rimini nel 2017, perdendo in finale contro la Milano di Repesa, mentre nella passata stagione l’arrivo del Poz è coinciso con la clamorosa rimonta su Venezia nei quarti ma con la sconfitta in semifinale con Brindisi, avversaria venerdì a Pesaro nei quarti di finale e battuta nei playoff 2019. Dinamo all’ottava partecipazione con capitan Devecchi sempre presente in tutte le manifestazioni.

Leonessa Brescia. Brescia sta disputando un grande campionato, considerato anche il percorso che ha fatto in Eurocup con avversarie di alto livello. È stata costruita in maniera intelligente con giocatori di esperienza e QI cestistico con giocatori come Brian Sacchetti, rivalutando David Moss e Andrea Zerini, prendendo un lungo efficace come Tyler Cain e puntando le proprie fiches sull’atletismo e il talento di Abi Abass. DeAndre Lansdowne è l’americano perfetto per questo roster guidato dalla regia di Luca Vitali ma anche dall’energia di Tommaso Laquintana, alla miglior stagione in serie A, mentre Travis Trice potrebbe essere l’aggiunta interessante e Ken Horton la pedina chiave dello scacchiere dopo l’infortunio. Brescia non arriva alle Final 8 nel suo miglior momento, ma sul confronto diretto può battere chiunque: ha esperienza, fisicità e talento. Nel suo archivio storico manca il grande colpo del 2018 con la sconfitta in finale con Torino 69-67, che rappresenta il più grande rimpianto bresciano di Michele Vitali, del MVP di passaggio Vander Blu. A Rimini fu la Dinamo invece a sbarrare la strada ai lombardi, battuti in semifinale da una tripla decisiva di Rok Stipcevic.

Olimpia Milano. Dopo la doppietta sassarese del 2014-2015, c’è stata la doppietta dell’AX nel 2016-2017 con Rakim Sanders MVP contro Avellino e Ricky Hickman nella finalissima di Rimini proprio contro il Banco. 6 titoli in casa Olimpia, prima del 2016 un buco di 20 anni quando nel ‘96 vinse contro la Scaligera Verona con Davide Bonora come MVP. Come di consueto l’Olimpia veste i panni di grande favorita e, insieme alla Virtus, di squadra da battere. Sotto la guida di Ettore Messina c’è un roster pazzesco, stellare già in estate a cui ha aggiunto Ettore Scola, Keifer Sykes e anche Drew Crawford per l’Eurolega. Ha tutto per vincere: talento, profondità, atletismo, esperienza, un grande coach come Messina. Vlado Micov in questo momento è il lasciapassare chiave del gioco milanese insieme a Sergio Rodriguez e all’impatto dentro l’area di Kaleb Tarzcewski. Milano può contare su una panchina infinita, è quella più abituata a giocare partite ravvicinate, nel momento clou della stagione ci si aspetta il massimo dalla squadra di Messina che in Italia è obbligata a vincere tutto con il 4° budget d’Europa e un divario nettissimo rispetto alle altre, Virtus a parte. Una delle due però non arriverà in finale perché Milano si è qualificata da quarta del girone di andata. Si ripete dopo quattro giorni la sfida di domenica in campionato con Cremona che ha gettato al vento la grande chance di espugnare il Forum nei secondi finali.  

Vanoli Cremona. Cremona è la detentrice del trofeo, primo storico sigillo della società del presidente Aldo Vanoli. Squadra partita malissimo con dei problemi sotto canestro, risolti dal talento e dalla dinamicità di Ethan Happ, miglior centro dell’NCAA della passata stagione ma non convincente all’Olympiakos per l’Eurolega. Il giocatore numero 22 fa tutta la differenza del mondo con 18.9 punti e 8.9 rimbalzi di media, insieme alla versatilità di Wesley Saunders che viaggia con 14 punti, 5.9 rimbalzi e 3.6 assist di media, alla fisicità di Vojislav Stojanovic e alla pattuglia degli italiani di spessore nonostante la partenza di Ricci. Michele Ruzzier e Nicola Akele sono due sicurezze in questo campionato, Travis Diener può ancora fare assolutamente la differenza quando è in campo, occhio a Jordan Mathews dopo l’infortunio e la rescissione consensuale del contratto di Malachi Richardson e alla sostanza sotto canestro di Josip Sobin, vero uomo squadra

Fortitudo Bologna. La Effe si è qualificata da sesta e si scontrerà contro Brescia con il supporto di una marea di tifosi al seguito. La squadra di Antimo Martino, dopo aver disputato un super girone di andata come neopromossa, ha reagito al momento difficile in campionato battendo Roma. Pietro Aradori, 16.8 di media (non segnava così tanto dal 2009-2010), e Kassius Roberston sono i due cannonieri molto pericolosi in attacco e un lungo come Henry Sims capace di dominare chiunque. Nonostante il titolo di neopromossa la Fortitudo è una squadra esperta con giocatori abituati alle partite secche, basti pensare a Marteen Leunen, vero playmaker aggiunto, a Daniele Cinciarini o capitan StefanoMancinelli. Occhio agli exploit di Matteo Fantinelli e all’orgoglio dell’ex Rok Stipcevic, in odore di taglio. La Fortitudo ha vinto il trofeo nel 1998 quando si disputavano ancora le Final Four, perdendo in assoluto la prima finale della storia della Coppa Italia nel ‘68 in casa contro Napoli.

New Basket Brindisi. Brindisi è ormai una delle avversarie storiche della Dinamo dai tempi della Legadue con la leggendaria battaglia per conquistare la massima serie, mentre nel passato recente ci sono i playoff vinti da Sassari contro la squadra di Bucchi e Jerome Dyson, che avrebbe poi vinto il triplete proprio con la Dinamo, fino alle semifinali dello scorso anno con l’Happy Casa vincente ma poi battuta 3-0 nei quarti playoff dalla squadra di Pozzecco. Lo scorso anno i ragazzi di Frank Vitucci hanno disputato la prima finale di Coppa Italia della loro storia, cedendo a Firenze alla Vanoli Cremona. I pugliesi hanno un roster tosto fisicamente con l’ulteriore aggiunta di corazziere come l’ex Trento Dominique Sutton. Adrian Banks è il capocannoniere dei pugliesi, faro della squadra, mentre Kelvin Martin, John Brown e Darius Thompson hanno atletismo e fisicità. Tyler Stone nel ruolo di ala forte ha talento e tiro da 3 punti, gli italiani sono sempre pronti ad avere impatto: sta vivendo un momento di grande forma Raphael Gaspardo schierato anche da ala piccola, mentre è cresciuto tantissimo Alessandro Zanelli backup in regia, Luca Campogrande ex Avellino è poi un tiratore micidiale. Campo aperto, fisicità, dinamismo: Brindisi può battere chiunque e arrivare fino in fondo alla competizione, la sfida con il Banco si annuncia accesissima e appassionante.

Reyer Venezia. I campioni d’Italia in carica si presentano al gran completo a Pesaro con il recupero del nuovo innesto Andrew Goudelock e una squadra capace di vincere il trofeo nonostante l’ottava posizione di partenza. È la squadra più rodata di tutta la manifestazione, che gioca a memoria, che ha giocatori di grande talento come Austin Daye, un dominatore come Mitchell Watt, altri di grande fisicità come Jeremy Chappel, Ike Udanoh e Julyan Stone, unendo spirito di sacrificio vedi Gasper Vidmar, Andrea De Nicolao, Bruno Cerella, Simone Mazzola al talento di giocatori come Stefano Tonut e Michael Bramos, senza dimenticare le strisciate di un tiratore come Ariel Filloy. Occhio alla Reyer che nella storia non ha mai superato il primo turno, una statistica davvero singolare ma che potrebbe girare proprio nell’anno in cui ha strappato la qualificazione per il rotto della cuffia, grazie alla vittoria di Cantù nel derby di Milano con conseguente “condanna” di Varese. Dovrà subito compiere un’impresa e battere la Virtus di Teodosic, su cui pensiamo proverà a immolarsi Stone, la zona di De Raffaele proverà a mettere sassolini nell’ingranaggio dell’attacco Virtus, duelli davvero di alto livello basti pensare a Gamble contro Watt, a Bramos contro Marble o a Ricci e Baldi Rossi che dovranno fermare Daye.

 

Sassari, 13 febbraio 2020

Ufficio Comunicazione

Dinamo Banco di Sardegna