G20 LBA | HIGHLIGHTS L'OTTAVA MERAVIGLIA

G20 LBA | HIGHLIGHTS L'OTTAVA MERAVIGLIA

28/02/2021 | 00:04:54

L’anticipo della quinta giornata di ritorno di campionato mette di fronte le squadre, che insieme a Milano, hanno vinto più titoli negli ultimi 10 anni, ovvero Dinamo e Venezia. La Reyer, che ha vinto gli ultimi 7 scontri in LBA, è senza Cerella infortunato e lascia fuori nelle rotazioni degli stranieri Chappell oltre all’altro lungodegente Vidmar. La Dinamo, che arriva da 7 vittorie consecutive in serie A, ma che è reduce dalla delusione della Final Eight, riesce a mandare tutti a referto nonostante problemi fisici per tanti giocatori prima del match. E proprio gli infortuni sono la prima chiave della battaglia, poco più di 1 minuto e Venezia deve rinunciare al proprio faro Bramos che si gira la caviglia dopo un tentativo di tripla. De Raffaele, che lancia Stone da 4 in quintetto, ottiene la reazione di gruppo dalla propria squadra, i recuperi fanno la differenza, Venezia è micidiale in campo aperto esaltata da uno spettacolare Tonut (24 punti con 9/18 dal campo), Bendzius (13 punti con 4/6 dal campo) tiene a galla la Dinamo che però fa fatica a contenere l’attacco ospite, che buca anche i tentativi di zona di coach Pozzecco. Ma nel momento in cui la Reyer sembra scappare arriva il primo break del Banco, 12-2 firmato dai cambi, Kruslin e Happ hanno grande impatto, Sassari combatte e gioca ad alto livello ma troppo a sprazzi, le palle perse (11 nel solo primo tempo) sono una condanna, Venezia che non ha niente da Daye sistematicamente raddoppiato (chiuderà con 0 punti 0/3 dal campo in 7 minuti) tira fuori le sue armi migliori, la fisicità e la profondità del roster: Campogrande (11 punti con 3/5 da 3p), Clark e un eccellente Mazzola ( 8 punti con 4 recuperi) danno sempre la sensazione che la Reyer giochi meglio e punisca ogni errore della Dinamo, che riesce a limitare i danni al 20’ ma è sotto 52-47 nonostante le alte percentuali.
La difesa, i protagonisti a turno, l’energia e la qualità sono le chiavi che vanno in scena dopo l’intervallo: la Dinamo fa capire subito che tutta un’altra storia, l’impatto è da grande squadra, De Raffaele prova subito a fermare la partita, ma il terzo quarto è di marca Sassari. Uno straordinario Burnell (16 punti con 7 rimbalzi e 7 assist per 29 di valutazione) è lo splendido collante, Bilan (18 punti con 9/13 dal campo) è in evidente difficoltà fisica ma lotta come un leone, Gentile (che sembrava aver alzato bandiera bianca per problemi alla schiena nel primo quarto) stringe i denti, il Banco fa vedere la sua miglior faccia, difende, vola in campo aperto e attacca meglio la zona match – up di Venezia, sfruttando e leggendo i mis match in post basso. Morelli fischia fallo tecnico al Poz nel momento migliore della Dinamo, la Reyer prova a rimanere in scia con le 4 ruote motrici di Tonut, ma questa volta è lei a fare una grande fatica. Kruslin, alla sua miglior prestazione in maglia Dinamo (20 punti con 6/7 dal campo, 8 falli subiti e 31 di valutazione) martella a ripetizione e prende liberi fondamentali, Happ è decisivo (13 punti in 19 minuti con 8 rimbalzi e 22 di valutazione). Proprio l’ex Wisconsin e Burnell lanciano Sassari nell’ultimo periodo, l’87-77 sembra valere l’allungo decisivo. Neanche a parlarne, 6 punti in 40 secondi per Venezia firmati Campogrande e Clark (13 punti con 5/9 dal campo), ma c’è troppa voglia dei ragazzi del Poz di portarla a casa, il duo croato Bilan – Kruslin insieme al Florida Boy dicono che la partita può dirsi conclusa o quasi. C’è ancora il tempo con un libero del centro croato di girare anche la differenza canestri rispetto all’andata, doppia vittoria del Banco, sudata, sofferta, meritata giocata con grande qualità e cuore, soprattutto da chi non doveva neanche essere della partita, onore a Venezia per l’ennesima splendida battaglia, che a naso non sarà l’ultima di questa stagione.

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