Storie biancoblu: Un tifoso fuori sede

Storie biancoblu: Un tifoso fuori sede

Andrea, sardo che da oltre dieci anni vive in Lombardia, racconta la sua vita da tifoso "fuori sede"

Per chi non mi conoscesse già, sono Andrea e vivo in Lombardia da ormai più di 10 anni. Penso sia scontato dire che non abitando più a Sassari e non potendo seguire e vivere la squadra giorno per giorno, fra partite e allenamenti, tutto sia estremamente diverso.

Abitando nel "continente", si contano i giorni che mancano alle trasferte più abbordabili in termini di Km, per poter finalmente riassaporare il gusto della partita dal vivo e magari rivedere vecchi amici, che decidono di partire al seguito della squadra. 

Ripensando a quando ancora abitavo a Sassari, ricordo che ogni viaggio fatto per seguire la Dinamo lontano da Sassari, era sempre un evento, perché mi faceva sentire un tifoso speciale, che faceva sacrifici per poter essere presente sugli spalti dei palazzetti di mezza Italia. Tutto questo però, ben conscio che poi si sarei tornato a casa e alla vita di tutti i giorni. Da "eterno trasfertista" invece, sai che quella di poter finalmente vedere la Dinamo dal vivo, sarà un'occasione speciale, dato che sarà la squadra a venirti a trovare e una volta finita la partita, dovrai salutare giocatori e amici tifosi, fino alla prossima occasione, chissà quando e chissà dove.

Ricordo che una quindicina d'anni fa, quando facevo il segnapunti al palazzetto e mi godevo le partite da una postazione più che privilegiata, stando a stretto contatto con lo staff della Dinamo ed i giocatori, ogni tanto mi capitava di leggere sul web di un certo "Amsicora", un ragazzo di Bonorva che abitava a Parma e seguiva la Dinamo praticamente dappertutto. Spesso mi ritrovavo a pensare come potesse essere la sua vita da emigrato e quanto potesse essere orgoglioso di poter vedere i propri beniamini, finalmente dal vivo, ogni volta che ne aveva la possibilità. Chi l'avrebbe detto che qualche anno dopo, mi sarei ritrovato a condividere gioie e dolori insieme all'amico Massimiliano "Amsicora" e a tanti altri emigrati con la Dinamo nel cuore, in giro per palazzetti di ogni tipo, su e giù per l'Italia?

Fra le tante, rimarranno memorabili le trasferte fino a Frosinone, per gara 1 e gara 2 di finale playoff, contro Veroli. Macinare oltre 1500 Km e trovarsi insieme a centinaia di altri tifosi della Dinamo, accarezzando il sogno della promozione nella massima serie... E appena 5 anni dopo, ritrovarsi a festeggiare fra le vie di Reggio Emilia, a notte fonda, dopo la conquista dello scudetto, una cosa che 10 anni prima non poteva essere immaginata neanche dal più pazzo dei sognatori!

Vivere certe emozioni, insieme a tanti fratelli di tifo è una sensazione impagabile, che ti lega ancora di più a quello che hai lasciato, ma che non ti abbandonerà mai. 

Quel senso di orgoglio e di appartenenza, che ti accompagna ogni giorno nella tua vita lontano dall'isola, quando è la Dinamo a fare da catalizzatrice, rende tutto un po' più magico.

Gli anni passano, le cose cambiano e gli impegni magari non ti lasciano più il tempo per seguire i tuoi beniamini come vorresti, ma col cuore ci si sente sempre in curva, insieme a tutti gli altri "malati di Dinamo". E anche se lontani fisicamente, virtualmente si è sempre al fianco dei propri beniamini, per incitarli fino all'ultimo secondo di ogni partita!

Oggi per me sarà un po' come un derby, dato che mio figlio Angelo è nato a Brescia 3 anni fa, ma vista l'importanza del match e la corsa ai playoff che si fa sempre più agguerrita, non me ne vogliano i tanti amici bresciani, ma mi auguro che la Dinamo riesca a fare un partitone, con l'aiuto del fantastico pubblico del PalaSerradimigni, per conquistare 2 punti fondamentali.

Un saluto a tutti dalla provincia di Cremona (e per me è sempre derby!), in bocca al lupo per la partita e come sempre e per sempre, FORZA DINAMO!!!

Andrea "AndySax17" Sassu

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Sassari, 29 marzo 2020

Ufficio Comunicazione

Dinamo Banco di Sardegna