Casa Sardegna e le eccellenze sarde in Usa con Elisabetta Canalis

Casa Sardegna e le eccellenze sarde in Usa con Elisabetta Canalis

Ieri grande successo della puntata speciale di Casa Sardegna dedicato ai sardi che vivono in nord America

Un viaggio alla scoperta delle eccellenze isolane esportate oltre oceano: ieri sera, su Dinamo Tv, si è tenuta una puntata speciale di Casa Sardegna, il format dedicato ai sardi nel mondo. Nel segno della continuità di quanto fatto nelle precedenti puntate, con un viaggio in tutto il mondo attraverso gli oltre 120 circoli sardi, ieri si è tenuta una puntata speciale: ospite d’onore la madrina e amica speciale della Dinamo Banco di Sardegna Elisabetta Canalis. La showgirl, ambasciatrice della Sardegna in America da tanti anni, è intervenuta insieme al presidente biancoblu Stefano Sardara dalle Tenute Sella&Mosca, location di riferimento per gli eventi di gala della Dinamo Banco di Sardegna ed eccellenza del territorio.

Elisabetta è stata tra le promotrici della campagna fondi lanciata dalla Fondazione Dinamo insieme a Banco di Sardegna e La Nuova Sardegna in collaborazione con Geppi Cucciari, Melissa Satta e Filippo Tortu, in favore degli ospedali sardi durante l’emergenza Covid-19. “Sono orgogliosa e fiera di quello che siamo riusciti a fare _ha detto la Canalis_ abbiamo raggiunto una cifra astronomica: un milione di euro. Per me è stato un privilegio poter seguire la raccolta dagli Stati Uniti. Ho avuto modo di vedere il lavoro tempestivo fatto da Stefano Sardara e la Fondazione, mettendo su una versa task force che ci ha permesso di trovare le mascherine in un momento in cui sembravano introvabili”.

“La cosa che ci riempie di orgoglio _ha fatto eco il presidente Sardara_ è stata la totale collaborazione con le istituzioni che ci ha permesso di lavorare in tempo reale indirizzando i fondi raccolti dove l’emergenza era più critica. Siamo molto soddisfatti di quanto fatto e della risposta davvero importante da parte di tutti, sponsor, aziende, privati: la prova che i sardi nel momento del bisogno fanno squadra. Questa piena sinergia ci ha permesso di fornire macchinari fondamentali alle strutture ospedaliere, decisivi nell’emergenza, ma ora a disposizione nei diversi reparti sperando che non si debba più vivere un’esperienza simile e che ci sia di esempio”.

Decisivo è stato il contributo di tantissimi cittadini, tifosi, appassionati o semplicemente sardi in ogni parte del mondo che, attraverso l’e-commerce biancoblu, hanno dato il loro contributo: sono oltre 2000 le donazioni da parte di privati che hanno permesso di raggiungere una cifra importante. Tra loro tante storie di solidarietà e, come un sottile fil rouge a unire tutto, il fortissimo senso di appartenenza: piccoli gesti dal grande significato come il piccolo F. che, per il suo ottavo compleanno capitato in pieno lockdown, ha chiesto ad amici e parenti di “fare una donazione alla Dinamo così da sconfiggere il virus: solo la sua squadra del cuore può vincere anche questa partita!”. O quella di Massimo, sardo che vive a Los Angeles, che ha partecipato alla raccolta fondi “nonostante sia completamente digiuno di sport: sono un amico di Elisabetta che mi ha coinvolto nella raccolta e non potevo non dare un contributo per aiutare la mia amata terra”.

Dopo la chiusura della raccolta fondi della Fondazione Dinamo, con il ringraziamento a tutti gli attori coinvolti, spazio al viaggio alla scoperta delle eccellenze isolane in America: prima tappa New York. A raccontare il suo lavoro la Dott.ssa Lia Palomba, oncologa e ricercatrice che da più di vent’anni lavora al Memorial Sloan Kettering Cancer Center di New York, un centro di riferimento in tutto il mondo nella cura dei linfomi. “La pandemia ha cambiato nettamente il nostro lavoro e le nostre vite, basti pensare che oggi lavoro un solo giorno in ambulatorio e il resto viene fatto via telemedicine. Ho seguito con apprensione quello che succedeva in Sardegna, sono convinta che l’emergenza sia stata gestita molto meglio in Italia: oggi i dati sono ancora sconcertanti”.

“Devo dire che sono rimasta colpita al mio arrivo in Sardegna _racconta Elisabetta Canalis_ in Sardegna si respira un grande senso di sicurezza e c’è davvero un grande rispetto delle regole: tornare sull’isola mi ha fatto davvero sentire a casa”.

La Dott.ssa Palomba, da trent’anni negli States, non ha dubbi: “C’è un solo posto che per me è casa: Sassari”.

Seconda tappa in Canada, Montreal, dove Alberto Mario Delogu, agronomo e scrittore, ha delineato la vita della nutrita comunità isolana in Canada: “Quando si emigra si diventa un numero ed è fondamentale portare con sé la propria identità e il proprio bagaglio per ritrovarsi anche a migliaia di chilometri da casa. Se c’è un momento in questi anni in cui mi sono sentito fiero di essere sardo è stato il 26 giugno 2015: vedere la mia città vincere lo scudetto e sedersi sul podio più alto del basket italiano è stata una grande soddisfazione, commovente”.

Last but not least, in collegamento dalla bolla di Orlando Riccardo Fois, unico sardo in Nba, player development coach dei Phoenix Suns: Ricky al momento è in attesa che ripartano gli allenamenti in vista della ripresa dell’Nba in agenda il prossimo 31 luglio. “Al momento la situazione è incerta _ha spiegato Ricky_ qui a Orlando viviamo una situazione surreale, con Disneyland deserta. Qui si trovano le squadre Nba e quelle della Major League di calcio: alcune squadre della Major sono arrivate con degli atleti positivi al Covid-19 e sono state mandate via quando i contagi sono aumentati. Attendiamo di riprendere e, come tutti, non aspettiamo altro di ritornare sul campo”. In chiusura il monito di Ricky: “godetevi la Sardegna anche per noi che non vediamo l’ora di poterci tornare _ha detto_ speriamo di vederci prestissimo”.

A chiudere il viaggio oltreoceano il brindisi del presidente Stefano Sardara ed Elisabetta Canalis, nella splendida cornice delle Tenute Sella&Mosca, con il via al countdown per una nuova, esaltante stagione.

 

Sassari, 10 luglio 2020

Ufficio Comunicazione

Dinamo Banco di Sardegna